ABOUT


Born in Milan on 1989. She lived her first years in
Poland and Italy. She currently lives and works in Milan.
Education
2013-2015 Graduate degree in Sculpture at Brera Fine Arts
Academy, Milan.
2009-2013 Undergraduate degree in Sculpture at Brera Fine
Arts Academy, Milan.
Artistic high school diploma.



Nata a Milano nel 1989 ha vissuto i primi anni tra la
Polonia e l’Italia. Attualmente vive e lavora a Milano.
Formazione
2013-2015 Laureata nel biennio specialistico di scultura
presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano.
2009-2013 Laurea triennale in scultura presso l’Accademia di
Belle Arti di Brera a Milano.
Diploma liceo artistico presso l’Istituto Sacro Cuore, Milano.

BIOGRAPHY

I was born in Italy but for almost 10 years I lived between Milan and a small town near
Krakow, Poland.
The instability of this nomadism has profoundly marked my artistic imagination, leading me
to retain and mix elements of two distinct cultures. My artistic work stems from the love
for anatomical design and plastic figurative, inspired, on the one hand, by the forms of the
Italian Renaissance and, on the other, by the obsessive use of gold as a dense color of strong
references to the origins Polish-Christian families of my family.
Until 2013, my work was characterized by a profound reflection on the concept of “guilt”,
“fear of judgment”, “the good done for fear of divine condemnation” and the constant sense
of human inadequacy. On this line I began research on medieval iconographies, considering
them extremely current, and decided to bring them back to the present through my design.

During the natural evolution of the research, something unexpected happened: between
2012 and 2013 my artistic path was marked by a strong break.
In the same years I wrote the thesis tome “Io Mostro” (in Italian this sentence has a double
meaning, as it can be translated both as “I monster” and “I reveal”) discrediting in it,
through the documentary and heuristic study, my own iconographic research work.
Thanks to the reflection on the concept of “monster” (the monster I am never myself, the
other is), of “scapegoat” and “justice as a relative concept” my artistic research has been
directed towards the socio-political art: man is the bearer of a burden that is not only
physical but also social and is able to harm others with his indifference, his ignorance, his
prejudice, his superficiality, his nature of “de-responsibility” and of silence.
In these years, works such as “Indifference kills” and “Ignorance makes us free from
responsibility” are born, characterized by the use of reflective brass as a mirror surface for
a double reflection: the physical and the mental.
Thanks to the need to shed light on the points of my research, in 2014 I wrote a second
volume entitled “Well done evil”: reflection on the understanding and analysis of the social
responsibilities that are part of the individual, as zoon politikon (political animal / social
animal) Aristotelian, and socially engaged art.

In an attempt to clarify the “operator” aspect of the work of art (its profound socio-political
and moral weight as a prompter of existential reflections) I gradually introduced the use of
common objects and often object trouvé into my artistic work carrying out operations of
reversal of meanings on them.
Professor Gabriella Lo Ricco writes about my work: “In this way, her works create alienating
and sometimes shocking effects, which fall within that resurgent interest for “the uncanny”
which is running in different cultural circles.”
In those years were born works like “Secret”, a small baroque-style altar with famous
perfume testers containing the organic waste of the human body, and “Intimus”, a shampoo
entirely made with the substances produced by our body when we are afraid.
2016 differs from my recent production due to the request for a return to wax anatomy on
the occasion of the foundation of the new anatomical section of the Leonardo Museum in
Vinci (FI).
Between 2017 and 2019 I dealt with three major issues: the de-responsibility (the
abandonment of responsibility) of man, indirect violence, violence against women and
homophobia in Italy.

To understand the concept of de-responsibility – great legitimization of massacres such as
the genocide of the Second World War or the construction of the atomic bomb – I had to
experience it on my own skin. “The Climb” (2018, a wall of 2 meters of animal bones filled
with gold leaf), during its realization caused a complete cancellation of my person and an
exponential increase of negativity and pessimism.
The constant closeness to death in its various forms (olfactory, visual and tactile) brought
innumerable consequences on my psychophysical state. These consequences suddenly
disappeared after two months: the immense emotional weight and the unconscious
attempt at alienation triggered a process of anesthetization and indifference.
“The Climb” may seem like an experiment with references to the historical past or an
attempt to understand the experiments of Stanley Milgram and Philip Zimbardo. On the
contrary “The Climb” is the physical image of that static mechanism that leads us all to
endure the media bombardment of violence and death.

BIOGRAFIA

Sono nata in Italia ma per quasi 10 anni ho vissuto tra Milano ed una piccola città vicino
Cracovia, in Polonia.
L’instabilità di questo nomadismo ha segnato profondamente il mio immaginario artistico,
portandomi a trattenere e mescolare elementi di due culture distinte. Il mio fare artistico
nasce dall’amore per il disegno anatomico ed il figurativo plastico, ispirato, da un lato, dalle
forme del Rinascimento italiano e, dall’altro, dall’uso ossessivo dell’oro in quanto colore
denso di forti riferimenti alle origini polacco-cristiane della mia famiglia.
Fino al 2013 il mio lavoro è stato caratterizzato da una profonda riflessione sul
concetto “senso di colpa”, “timore del giudizio”, “il bene fatto per timore di una condanna
divina” ed il costante senso d’inadeguatezza dell’uomo. Su questa linea intrapresi una
ricerca sulle iconografie medioevali, reputandole estremamente attuali, e decisi di
riportarle al presente attraverso il mio disegno.
Durante l’evolversi naturale della ricerca accadde qualcosa di inaspettato: tra il 2012 ed il
2013 il mio percorso artistico fu segnato da una forte rottura. Nei medesimi anni ho scritto
il tomo di tesi “Io Mostro” screditando in esso, attraverso lo studio documentativo ed
euristico, il mio stesso lavoro di ricerca iconografica.
Grazie alla riflessione sul concetto di “mostro” (il mostro non sono mai io, lo è l’altro), di
“capro espiatorio” e di “giustizia come concetto relativo” la mia ricerca artistica è stata
indirizzata verso l’arte socio-politica: l’uomo è portatore di un peso non solo fisico ma
anche sociale ed è in grado di nuocere il prossimo con la sua indifferenza, con la
sua ignoranza, il suo pregiudizio, la sua superficialità, la sua indole
alla “deresponsabilizzazione” e al silenzio.

Nascono in questi anni lavori come “L’indifferenza uccide” e “L’ignoranza rende liberi dalle
responsabilità”, caratterizzati dall’utilizzo dell’ottone riflettente in quanto superfice
specchiante per una doppia riflessione: quella fisica e quella mentale.
Grazie all’esigenza di far chiarezza sui punti della mia ricerca, nel 2014 ho scritto un
secondo tomo intitolato “Il male fatto per bene”: riflessione sulla comprensione e l’analisi
delle responsabilità sociali che fan parte dell’individuo, in quanto zoon politikon (animale
politico/animale sociale) aristotelico e l’arte impegnata socialmente.
Nel tentativo di rendere ancora più chiaro l’aspetto “operatore” dell’opera d’arte (del suo
profondo peso sociopolitico e morale in quanto suggeritore di riflessioni esistenziali) ho
introdotto gradualmente nel mio fare artistico l’utilizzo di oggetti comuni e spesso object
trouvé compiendo su essi operazioni di ribaltamento di significati. Scrive del mio lavoro la
studiosa Gabriella Lo Ricco: “In tal modo le sue opere creano effetti di straniamento, a volte
di shock, e rientrano all’interno di quel rinnovato interesse per il perturbante che attraversa
diversi ambiti culturali.”
In quegli anni nascono lavori come “Segreto”, piccolo altare baroccheggiante con tester di
profumi prestigiosi contenenti gli scarti organici del corpo umano, e “Intimus”,
uno shampoo interamente realizzato con le sostanze prodotte dal nostro corpo quando
abbiamo paura.

Il 2016 si discosta dalla mia recente produzione a causa della richiesta di un ritorno
all’anatomia ceroplastica in occasione della fondazione della nuova sezione anatomica del
Museo Leonardiano a Vinci (FI).
Tra il 2017 ed il 2019 ho affrontato tre grandi tematiche: la deresponsabilizzazione dell’uomo,
la violenza indiretta, la violenza sulle donne e l’omofobia presente in Italia.
Per capire il concetto di deresponsabilizzazione – grande legittimizzazione di stragi come il
genocidio della seconda guerra mondiale o la costruzione della bomba atomica – ho dovuto
sperimentarlo sulla mia stessa pelle. “The Climb” (2018, parete di 2 mt di ossa animali
riempite con foglia d’oro), durante la sua realizzazione provocò un completo annullamento
della mia persona ed un aumento esponenziale di negatività e pessimismo. La costante
vicinanza con la morte nelle sue declinazioni olfattive, visive e tattili portò innumerevoli
conseguenze sul mio stato psicofisico. Tali conseguenze sparirono improvvisamente dopo
due mesi: il peso emotivo smisurato ed il tentativo inconscio di estraniazione innestò un
processo di anestetizzazione ed indifferenza.
“The Climb” può sembrare un esperimento con riferimenti al passato storico o un tentativo
di capire gli esperimenti di Stanley Milgram e Philip Zimbardo ma è al contrario
l’immagine fisica di quel meccanismo statico che porta tutti noi alla sopportazione del
bombardamento mediatico di violenza e morte.
I miei obbiettivi artistici sono di continuare la strada intrapresa nel tentativo di riflettere sul
reale ed invitare lo spettatore a fare lo stesso. Lo stato fisso, stabile e rassicurante di una
realtà sotto controllo non è altro che un’illusione in un mondo in continuo mutamento ed
evoluzione.